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"Presi singolarmente, una
formica o un neurone non sono particolarmente intelligenti. Tuttavia
se un numero abbastanza elevato di elementi così semplici
interagisce e si auto-organizza, può attivarsi un comportamento
collettivo unitario, complesso e intelligente. Se questo
comportamento ha anche un valore adattativo, ci troviamo di fronte
ad un fenomeno "emergente": una colonia di formiche o il nostro
cervello". Stevan Johnson
Stare in rete o adoperarsi
perché ciò accada consente di allargare il proprio sapere non solo
in virtù di un processo di accumulazione teorica, ma per il fatto
che questo sapere verrà messo a contatto con altre capacità
professionali e altre competenze in grado di assicurargli
un'espansione positiva e costante.
Non occorre essere sociologi di grido o economisti all'avanguardia
per accorgersi che il mondo sta cambiando momento per momento,
istante dopo istante. Se ciò è vero, vuol dire che anche la vita e
il modo di essere dovranno necessariamente adattarsi, e trasformarsi
in sintonia con i mutamenti e le evoluzioni della società, della
tecnica, dell'economia. La globalizzazione, la stagione di Internet, il superamento delle
tradizionali barriere di spazio e di tempo, l'accelerazione e
l'intensificarsi delle comunicazioni, sono fattori che oggi
costituiscono formidabili opportunità. Il pericolo è che si finisca col rimanere nel proprio guscio,
decidendo così da soli di escludersi da questa straordinaria
avventura. L'opportunità invece scaturisce dal mettersi in gioco.
Se si considera
quindi il contesto generale, è chiaro che vanno ripensate le
modalità con le quali riuscire a creare valore. L'innovazione
tecnologica è non solo uno degli elementi decisivi per conseguire
tale risultato, ma anche il terreno sul quale si svolgeranno le vere
sfide della competizione globale, sfide che riguarderanno non tanto
la capacità di creare valore quanto la capacità di organizzare la
creazione di valore. Si tratta, in altre parole, non solo di
produrre un determinato bene o servizio, e di venderlo, ma piuttosto
di organizzarne la produzione o l'erogazione con l'aiuto di altri
soggetti e con il contributo degli utenti finali.
Il primo vero salto di mentalità consiste dunque in una nuova e
diversa considerazione dell'utente, non più inteso come consumatore
ma come "socio", ossia coproduttore del servizio e di ricchezza.
E' all'interno di questa visione allargata e innovativa che avviene
la separazione ragionata delle informazioni e dei contatti, nonché
la loro successiva ricompattazione in forme, strutture e
collegamenti che prima non esistevano.
Le parti in gioco devono saper collegarsi tra loro, condividere i
concetti e i valori di fondo. Il tutto in una logica di creazione di
valore di tipo orizzontale, priva cioè di verticalizzazioni e
gerarchie perché fondata su collaborazioni e condivisioni alla
pari.
Una logica che non a caso viene anche definita "costellazione di
valore", all'interno della quale conta molto il riuscire a generare
una sorta di baratto immateriale tra informazione e informazione,
per cui tutti, in un gioco di rapporti paritetici e reticolari,
ottengono qualcosa in cambio del proprio sapere: conoscenze, utili
contatti, scambi, esperienze nuove, soluzioni di problematiche, e
qualsiasi altra opportunità o strumento possa risultare d'interesse.
Un network così concepito produce, oltretutto, un forte spirito di
appartenenza con cui, a propria volta, il network stesso si
alimenta. |